Due anni di Partita IVA: com’è cambiato il mio lavoro

Oggi è il primo marzo e nevica. Fuori c’è un silenzio meraviglioso, condito da quel rumore bianco che solo la neve porta con sé. Oggi è un giorno perfetto per dedicare il mio tempo alla scrittura, quella per me stessa.

Questa mattina mi sono accorta che sono già passati due anni e un mese da quando ho aperto la Partita IVA. E non mi sembra vero. Non mi sono accorta del loro passaggio, eppure quante cose ho fatto in questi 760 giorni. Mi sono buttata a capofitto in una nuova esperienza, ho avuto mesi difficili e mesi pieni di soddisfazioni. Ho conosciuto nuovi clienti, ho portato a termine progetti, ho fatto corsi di aggiornamento. Ho preso le mie prime fregature – clienti che non pagavano o che sparivano nel nulla – ho aggiustato il tiro, ho cambiato ufficio. Soprattutto, ho capito cosa voglio fare veramente.

All’inizio prendevo qualsiasi lavoro mi capitasse di trovare o che alcuni colleghi mi passavano. Anche collaborazioni che non mi piacevano, ma che mi davano la possibilità di ampliare il mio portfolio e, magari, di pagare le bollette. Avevo il terrore di non riuscire a guadagnare abbastanza. Vivevo nell’incertezza di uno stipendio mai uguale o stabile. Poi ho capito come funziona questo “gioco”, mi sono abituata e tranquillizzata.

In questi due anni mi sono occupata principalmente di due settori: copywriting e social media management. Sono due strade che vanno di pari passo e che si completano l’un l’altra, perché puoi fare tutte le promozioni che vuoi ma senza dei contenuti scritti in modo corretto e persuasivo non vai da nessuna parte. Se fino a qualche anno fa era abbastanza facile e intuitivo gestire le pagine Facebook, Instagram e via dicendo, oggi invece è diventato molto più complesso. E anche se ho continuato ad aggiornarmi senza sosta, leggendo articoli ogni giorno e seguendo i guru del settore come una stalker, non sono riuscita a stare al passo con gli infiniti cambiamenti dell’algoritmo, con le regole, con gli errori da evitare, con tutte le cose che c’erano e che ci sono da sapere.

Ho capito che dovevo fare una scelta: dedicarmi alla scrittura creativa completamente, oppure specializzarmi solo nella gestione dei social. In realtà è stato facile scegliere, dato che amo scrivere più di qualsiasi altra cosa al mondo. E così alla fine del 2017 mi sono imposta di fare una selezione più accurata dei lavori da prendere, direzionandomi esclusivamente verso il copywriting duro e puro.

Non appena ho preso consapevolezza di questa scelta, mi sono sentita leggera come una piuma. Mi sono tolta un peso di dosso, una zavorra che nemmeno io sapevo di portare. In pratica, ho eliminato il superfluo nel mio lavoro, ciò che creava caos e che mi riempiva la mente di nozioni e problemi che non mi appartenevano più. Inoltre, mi sono sentita in pace con me stessa e con i miei clienti: finalmente avrei potuto lavorare al 100% delle mie capacità, felice di fare solo quello che mi compete e che mi piace davvero.

Senza ombra di dubbio, in questi ultimi due anni sono cresciuta molto e sono diventata una persona che sa esattamente cosa vuole dalla vita. Il tempo delle incertezze è finito. Così come quello del “non posso farcela – ho paura – è troppo difficile”. Anche perché un paio di mesi fa ho finito il mio primo romanzo (ora sono in piena fase di editing) e, diciamolo, dopo aver realizzato un sogno è tutto in discesa.

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